Dichiarazione del contenuto di carbonio biobased con ISO 16620

La determinazione del “contenuto di carbonio biobased” viene effettuata identificando il rapporto tra il radiocarbonio presente in un campione sconosciuto e quello di uno standard di riferimento moderno. Questo rapporto è calcolato in “pMC” (percentuale carbonio moderno) e viene citato come misura analitica. Se il materiale analizzato contiene sia radiocarbonio moderno sia carbonio fossile (ovvero che non contiene radiocarbonio), il valore pMC ottenuto dipenderà direttamente dalla quantità di carbonio da biomassa o da fonti animali presente nel campione.

Un materiale derivato al 100% da soia “moderna” restituirà un valore radiocarbonico vicino a 102 pMC. Se è presente il 15% di carbonio derivato da petrolio, il valore sarà vicino a 87 pMC. Il “contenuto di carbonio biobased” di un materiale è calcolato moltiplicando il valore pMC per un fattore di correzione relativo all’effetto bomb carbon.

Lo standard ISO 16620-2 pubblicato il 1 aprile 2015 cita un valore di 105 pMC per il fattore di correzione (dividere pMC per 1,05 o moltiplicare pMC per 0,95). Un valore alternativo può essere citato in presenza di una prova empirica. Il valore di 102 pMC del 2015 (dividere per 1,02 o moltiplicare per 0,98) era stato derivato empiricamente. È ora noto che il valore naturale sta diminuendo di 0,5 pMC all’anno. Per questo motivo, il 2 gennaio di ogni anno il fattore di correzione precedente viene ridotto di 0,5 pMC (ad esempio 101,5 per il 2016 e 101,0 per il 2017).

Sotto lo standard ISO 16620-2 è possibile riportare i risultati come carbonio biobased su CARBONIO ORGANICO TOTALE oppure CARBONIO TOTALE. Il valore finale viene citato come % carbonio biobased come frazione del carbonio totale oppure % carbonio biobased come frazione del carbonio organico totale, a seconda dello scopo dell’analisi, e presume che tutti i componenti del materiale analizzato siano di origine moderna (organismi vissuti negli ultimi 10 anni) o fossile.

ASTM D6866 | CEN 16137 | ISO 16620