I Rifiuti Solidi Urbani come fonte di energia rinnovabile

  • I rifiuti solidi urbani vengono usati da molte industre ad alta intensità energetica come combustibile alternativo
  • È possibile determinare la frazione di biomassa degli RSU attraverso l’ASTM D6866
  • Beta Analytic effettua analisi con l’ASTM D6866 per che utilizza RSU

Rifiuti solidi urbani
Comunemente conosciuti come spazzatura o immondizia, i rifiuti solidi urbani (RSU) sono, secondo la US Environmental Protection Agency, “rifiuti solidi domestici, commerciali e/o istituzionali”. Sono costituiti da oggetti di uso quotidiano come carta, erba tagliata, sacchetti di plastica, mobili, indumenti, bottiglie, gomma, metalli, scarti alimentari, vernici e batterie. Non sono soltanto di provenienza domestica, ma anche commerciale (uffici, commercio al dettaglio e all’ingrosso, ristoranti), istituzionale (biblioteche, scuole, ospedali, carceri) e industriale (imballaggio e amministrazione). La maggior parte di essi è classificata come non pericolosa.

All’interno del loro programma di gestione dei rifiuti solidi, numerosi stati degli Stati Uniti stanno promuovendo la riduzione delle fonti, il riciclaggio e il compostaggio per ridurre lo smaltimento in discarica. Diversi stati hanno inoltre adottato precise misure per lo smaltimento di alcuni materiali: foglie, erba tagliata, rifiuti da cortile, rifiuti da ufficio e carta per computer, carta da giornale, cartone e cartone ondulato, vetro, plastica, alluminio e contenitori di acciaio sono vietati negli impianti di smaltimento.

Molti impianti bruciano rifiuti solidi urbani ad alta temperatura non soltanto per ridurre il volume dei rifiuti, ma anche per generare elettricità. Nonostante non sia la strategia più ecologica per gli RSU, la US EPA incoraggia la combustione dei rifiuti solidi urbani con recupero di energia rispetto a smaltimento in discarica e incenerimento senza recupero di energia.

L’ASTM D6866 per l’analisi degli RSU

In piena conformità con le norme che impongono la segnalazione sui gas serra, la U.S. EPA afferma che gli impianti che bruciano RSU dovrebbero fare ricorso all’ASTM D6866 per determinare la quota biogenica delle emissioni di anidride carbonica.

I requisiti essenziali per la dichiarazione obbligatoria dellaWestern Climate Initiative includono le analisi con l’ASTM D6866 per misurare la percentuale di biomassa di anidride carbonica emessa dalle unità di combustione stazionaria che utilizzano miscele di combustibili e combustibili derivati da rifiuti. La normativa comprende anche i rifiuti solidi urbani che la WCI considera come combustibile derivato da rifiuti.

Allo stesso modo, la AB32 in California raccomanda le analisi con l’ASTM D6866 per determinare la frazione biogenica delle emissioni provenienti dalle unità di combustione stazionaria nei cementifici e negli impianti per la produzione di energia. La California è membro della WCI.

L’AM0025, una metodologia del Meccanismo di Sviluppo Pulito delle Nazioni Unite, richiede che anche gli autor di progetti legati alla gestione dei rifiuti solidi facciano ricorso all’ASTM D6866 per stimare la percentuale di carbonio fossile delle emissioni da combustibili derivati da rifiuti come i rifiuti solidi urbani.

Energia rinnovabile dai rifiuti

Quando gli RSU vengono bruciati a temperature elevate, viene prodotta energia che viene recuperata sotto forma di calore o di vapore. La quantità di energia prodotta dalla combustione dei rifiuti solidi urbani non è fissa ma dipende dalla composizione della massa dei rifiuti. I componenti non biogenici degli RSU come la plastica di solito hanno un potere calorifico per peso più elevato rispetto ai materiali biogenici come la carta.

Secondo il rapporto del maggio 2007 della U.S. Energy Information Administration il contenuto energetico degli RSU (espresso in Btu per tonnellata) è aumentato nel corso del tempo, mentre la percentuale proveniente da fonti biogeniche sull’energia totale è diminuita. Questo aumento è attribuito al maggior volume di plastica e di altri materiali non biogenici nella massa dei rifiuti. Tuttavia, il decremento dell’energia proveniente da fonti biogeniche è da attribuire non solo al crescente volume di materie plastiche, ma anche alla carta e al cartone che in passato costituivano una grossa percentuale dei rifiuti urbani e che ora vengono riciclati invece di essere bruciati.

Malgrado queste tendenze, una parte significativa dei rifiuti solidi urbani è ancora composta da biomassa, per cui essi rappresentano ancora una buona fonte di energia rinnovabile. Molti enti regolatori, inclusa l’EPA, considerano come rinnovabile l’energia prodotta dalla frazione biogenica dei RSU.

Altri combustibili alternativi

Combustibili derivati da rifiuti

Combustibili derivati da pneumatici

Fanghi di depurazione

Servizi ASTM D6866 di Beta Analytic

Beta Analytic è un laboratorio certificato ISO/IEC 17025:2005 che si impegna ad assistere le aziende nell’adeguamento alle normative come quelle sulla segnalazione obbligatoria dell’EPA, o le iniziative come il Sistema Europeo di Scambio delle Emissioni. Le aziende che bruciano rifiuti solidi urbani hanno bisogno di determinare la frazione di biomassa sia delle emissioni sia dei combustibili solidi, perché la CO2 biogenica è deducibile dai report dei gas serra nella maggior parte dei protocolli. Beta Analytic si trova a Miami, in Florida, e ha uffici in Gran Bretagna, Giappone e Cina.