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Alcuni dati sull’ ASTM D6866:

I produttori di biocombustibili utilizzano l’ASTM D6866 per determinare il contenuto della biomassa dei loro prodotti in fase di sviluppo. Altri usano tale metodo per verificare l'esattezza delle miscele di biocombustibili. Il Dipartimento sui Cambiamenti climatici del Governo australiano consiglia di utilizzare l’ASTM D6866 per determinare la percentuale di componenti derivati dalla biomassa nei liquidi miscelati o nei combustibili solidi.
I biocombustibili vengono presentati come una buona alternativa ai combustibili fossili perché producono anidride carbonica neutrale durante la combustione. I biocombustibili sono combustibili solidi, liquidi o gassosi prodotti dalla biomassa. La maggior parte di quelli attualmente presenti sul mercato viene realizzata da piante fotosintetiche. Alcuni esempi di combustibili sono il bioetanolo e il biodiesel.
Diversi paesi di tutto il mondo nelle loro politiche sui cambiamenti climatici incoraggiano, e in alcuni casi richiedono, l'uso di biocombustibili al posto dei combustibili fossili. Alcuni propongono una diminuzione delle imposte e incentivi di varia natura e grazie a queste iniziative e ai regolamenti creati, è nata la necessità di verificare le frazioni biogeniche dei biocombustibili. L’ASTM D6866 è stato sviluppato come standard per la determinazione delle frazioni biogeniche di una vasta gamma di materiali naturali attraverso la datazione al radiocarbonio.
Beta Analytic, leader mondiale nell’ ASTM D6866, raccomanda questo standard, perché per la sua applicazione si è rivelato il metodo più preciso e più analitico tra quelli attualmente disponibili. In realtà, molti regolamenti negli Stati Uniti e in Europa hanno già incluso l’ASTM D6866 nei loro protocolli nei test sulle emissioni di gas serra.