Biocombustibili: regolamenti ed incentivi

L’Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici) ha presentato tre strategie per la mitigazione dei cambiamenti climatici: (a) la conservazione – attraverso il mantenimento di un serbatoio di carbonio già esistente che permette di evitare le emissioni di CO2 nell’atmosfera; (b) il mantenimento – tramite l’aumento delle dimensioni dei serbatoi di carbonio già esistenti che consente l’estrazione di CO2 dall’atmosfera, e (c) la sostituzione – tramite l’utilizzo della biomassa al posto di combustibili fossili o prodotti ad alta intensità energetica, riducendo di conseguenza le emissioni di CO2. Molti paesi di tutto il mondo stanno promuovendo lo sviluppo e l’utilizzo dei biocombustibili come parte delle loro strategie di “sostituzione”.

Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno diversi regolamenti statali e federali che promuovono l’uso dei biocombustibili. In particolare, lo stato di Washington ha 4 programmi di incentivi e 13 leggi riguardanti i biocombustibili. I principali regolamenti e programmi di incentivazione sono:

Il paragrafo 1501 dell’Energy Policy Act del 2005 (Public Law 109-58) e EPA 40 CFR Parte 80 (Regolamento per combustibili e additivi: Requisiti del Renewable Fuel Standard del 2006) – La legge impone ai distributori di petrolio di aggiungere etanolo rinnovabile alla benzina venduta sul mercato nazionale, contribuendo così alla crescita dell’industria del rinnovabile secondo i requisiti di identificazione e tracciabilità dell’origine.

Programma Renewable Fuel Standard – Questo programma nazionale è stato sviluppato per aumentare il volume di combustibile rinnovabile che viene miscelato con la benzina e con altri carburanti per trasporti. In risposta all’Energy Independence and Security Act del 2007 (EISA), diventata legge sotto la presidenza Bush nel dicembre 2007, la US Environmental Protection Agency ha aumentato al 7,76% lo standard per i combustibili rinnovabili del 2008 per conformarsi alla nuova disposizione, secondo la quale tutti i carburanti per i trasporti messi in vendita avrebbero dovuto contenere un minimo di 9 miliardi di galloni di combustibile rinnovabile, come stabilito dalla EISA.

Riduzione delle accise sulle miscele di biodiesel – Tutti coloro che utilizzano miscele di biodiesel e sono registrati al fisco possono beneficiare di un sconto volumetrico sulle accise pari a $ 1,00 per ogni gallone di agri-biodiesel puro (ad esempio, biodiesel da olio di soia) e biodiesel puro proveniente da altre fonti (ad esempio grasso di scarto) miscelato con diesel di petrolio.

Unione Europea

Per promuovere l’uso di biocombustibili per i trasporti, l’UE ha adottato delle direttive che incoraggiano i Paesi membri a fissare un obiettivo del 5,75% di biocombustibile nel 2010 e del 10% nel 2020. L’UE auspica inoltre che i Paesi membri impostino tali obiettivi per la quantità di biocombustibile che dovrebbe essere disponibile sul mercato.

Un’altra direttiva della UE riguarda la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità. I Paesi membri sono autorizzati ad applicare un’esenzione totale o parziale delle imposte sui biocombustibili, dal momento che questi sono attualmente più costosi rispetto ai combustibili fossili.

Regno Unito

La Renewables Obligation incentiva gli impianti presenti nel Regno Unito che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione di elettricità. L’Ofgem, l’agenzia competente per il rilascio dei certificati della Renewables Obligation, sta valutando un approccio adeguato anche per il biodiesel.

Il governo britannico ha inoltre istituito la Renewable Fuels Agency per l’attuazione della Renewable Transport Fuel Obligation, che obbliga i fornitori di combustibili fossili a garantire che i biocombustibili costituiscano entro il 2010 il 3,5% del volume di tutto il combustibile fornito nel Regno Unito. Finanziata dal Ministero dei Trasporti, la RFA si occupa della relazione mensile richiesta dalla RTFO alle aziende produttrici di carburante e del rilascio dei certificati RTF in proporzione ai quantitativi di biocombustibili registrati.

Australia:

La politica sui biocombustibili del governo australiano prevede un obiettivo di 350 megalitri di biocombustibile entro il 2010, a partire dai 28 fissati nel 2005. Il governo australianosostiene inoltre la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie legate ai biocombustibili, attraverso la sua Renewable Energy Development Initiative.

Dal 2003 l’Australia finanzia, tramite il suo Biofuels Capital Grants Program, progetti a sostegno di una nuova o ampliata capacità di produzione di biocombustibili. Il programma ritiene che i progetti realizzati aumenteranno la capacità di produzione dell’Australia di 291 megalitri.

Canada

Come previsto dell’Environmental Protection Act, entrato in vigore il 1 gennaio 2017, la provincia dell’Ontario richiede che i fornitori di combustibili utilizzino l’analisi ASTM D6866-16 per determinare il contenuto di carbonio biogenico dell’etanolo cellulosico derivato dai rifiuti urbani. Secondo la Ontario Regulation 535/05 “Ethanol in Gasoline”, il campione composito analizzato dovrà includere materiali raccolti settimanalmente durante un periodo di tre mesi.

Giappone:

Il governo giapponese ha istituito un consiglio congiunto di agenzie governative, università e 16 aziende leader al fine di sviluppare le tecnologie innovative necessarie per consentire una produzione massiccia di bioetanolo a basso costo. Il governo sta promuovendo l’utilizzo dei biocombustibili per ridurre la dipendenza del paese dalle importazioni di combustibili fossili e per raggiungere i suoi obiettivi di emissione di gas a effetto serra.

Oggi molti paesi sono dotati di regolamenti che regolano l’uso di biocombustibili e di diversi programmi di sovvenzionamento con lo scopo di incoraggiare le aziende ad utilizzare i biocombustibili al posto dei combustibili fossili.